ODISSEINA

   E fu così che l’Uomo di Pasqua decise di andare nella patria di Ulisse.

Salpò dalla città dei fiori, nella terra dei liguri, lungo la costa italica. Ci vollero ventun leghe per arrivare, al culminar del vespro, in quel di Genova.  Diede volta alle funi, pagò quarantadue pezzi d’oro e si mise in cerca di una bettola. Dopo aver saziato l’appetito, passeggiò per il vecchio scalo, in cui giocolieri, funamboli e venditrici di eros  facevano da contorno. Dopo un po’ tornò a bordo, si distese nel giaciglio e si affidò a Morfeo.

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AERO CRUCIS

Si trovava nell’aeroporto di Roma, dal momento che  la zona del pianeta in cui doveva andare  non era esattamente emancipata, aveva deciso di affidarsi a una agenzia di viaggi. Mentre attendeva l’imbarco per Amsterdam, squillò il telefono:

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Fitzroy

Fitzroy El Chalten

     I cespugli le schiaffeggiavano il viso, mentre avanzava con forza riparandosi la testa con le braccia; ogni tanto i capelli le s’impigliavano in qualche ramo ed era costretta a fermarsi per districarne l’intreccio. Aveva le gambe graffiate e rimpianse, ancora una volta, di non aver messo i pantaloni lunghi quella mattina, ma la giornata era serena e faceva caldo. Si fermò a una biforcazione con al centro un vecchio albero inclinato: segno che  il vento lo teneva costantemente sotto continue raffiche. Era indecisa se prendere a destra o a sinistra; notò che il sentiero a destra degradava lentamente e l’imboccò senza neanche starci molto a pensare.

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Garbage watching

Venite, venite, accomodatevi; prendete posto a bordo. Basterà appena uscire dal porto e già comincerete a vedere i più begli esemplari della nostra zona. Prego signora prenda posto che si parte…

Leggi tutto “Garbage watching”

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Come cani che si annusano

Il film era poco interessante, ma alcune scene erotiche spinsero la mano di Nadia a scivolare sotto il giaccone di lui. Il pene gli s’ingrossò immediatamente, premendo con forza contro la lampo chiusa.  Leggi tutto “Come cani che si annusano”

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11.03.2011 – 14:46

 I tonni erano distesi l’uno accanto all’altro sul pavimento lucido. Hiroshi non si era ancora abituato completamente a quelle bestie prive di testa e di coda: gli trasmettevano sempre una sensazione di disagio.  Leggi tutto “11.03.2011 – 14:46”

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Vento del nord

Il vento del nord aveva iniziato a soffiare presto quella mattina. Dalle montagne arrivavano spruzzi di neve in direzione del mare. Leggi tutto “Vento del nord”

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Itineranti

In quei giorni giravamo per le piazze di piccole cittadine di provincia, ma quella domenica decidemmo di restare fermi. Ci sedemmo intorno al tavolo a stappare idee nuove insieme a qualche birra. Leggi tutto “Itineranti”

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Tacchi

L’avanzare di tacchi rimbalza tra le pareti dietro l’angolo, mi entra in testa e si espande, come questa pioggia sul marciapiede che dilaga senza ostacoli. Sembrano tacchi da otto. Leggi tutto “Tacchi”

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Mostri marini

Sorseggiamo il caffè scambiandoci strane congetture sui mari e i mostri marini. Sei convinto che esistano ancora, i mostri marini. Continui cercando di convincermi che la tua teoria strampalata sia genuina, e insisti con quella voce da venti sigarette al giorno

Leggi tutto “Mostri marini”

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