AERO CRUCIS

Si trovava nell’aeroporto di Roma, dal momento che  la zona del pianeta in cui doveva andare  non era esattamente emancipata, aveva deciso di affidarsi a una agenzia di viaggi. Mentre attendeva l’imbarco per Amsterdam, squillò il telefono:

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Fitzroy

Fitzroy El Chalten

     I cespugli le schiaffeggiavano il viso, mentre avanzava con forza riparandosi la testa con le braccia; ogni tanto i capelli le s’impigliavano in qualche ramo ed era costretta a fermarsi per districarne l’intreccio. Aveva le gambe graffiate e rimpianse, ancora una volta, di non aver messo i pantaloni lunghi quella mattina, ma la giornata era serena e faceva caldo. Si fermò a una biforcazione con al centro un vecchio albero inclinato: segno che  il vento lo teneva costantemente sotto continue raffiche. Era indecisa se prendere a destra o a sinistra; notò che il sentiero a destra degradava lentamente e l’imboccò senza neanche starci molto a pensare.

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Garbage watching

Venite, venite, accomodatevi; prendete posto a bordo. Basterà appena uscire dal porto e già comincerete a vedere i più begli esemplari della nostra zona. Prego signora prenda posto che si parte…

Leggi tutto “Garbage watching”

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Come cani che si annusano

Il film era poco interessante, ma alcune scene erotiche spinsero la mano di Nadia a scivolare sotto il giaccone di lui. Il pene gli s’ingrossò immediatamente, premendo con forza contro la lampo chiusa.  Leggi tutto “Come cani che si annusano”

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11.03.2011 – 14:46

 I tonni erano distesi l’uno accanto all’altro sul pavimento lucido. Hiroshi non si era ancora abituato completamente a quelle bestie prive di testa e di coda: gli trasmettevano sempre una sensazione di disagio.  Leggi tutto “11.03.2011 – 14:46”

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Vento del nord

Il vento del nord aveva iniziato a soffiare presto quella mattina. Dalle montagne arrivavano spruzzi di neve in direzione del mare. Leggi tutto “Vento del nord”

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Itineranti

In quei giorni giravamo per le piazze di piccole cittadine di provincia, ma quella domenica decidemmo di restare fermi. Ci sedemmo intorno al tavolo a stappare idee nuove insieme a qualche birra. Leggi tutto “Itineranti”

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Tacchi

L’avanzare di tacchi rimbalza tra le pareti dietro l’angolo, mi entra in testa e si espande, come questa pioggia sul marciapiede che dilaga senza ostacoli. Sembrano tacchi da otto. Leggi tutto “Tacchi”

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Mostri marini

Sorseggiamo il caffè scambiandoci strane congetture sui mari e i mostri marini. Sei convinto che esistano ancora, i mostri marini. Continui cercando di convincermi che la tua teoria strampalata sia genuina, e insisti con quella voce da venti sigarette al giorno

Leggi tutto “Mostri marini”

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Infradito

Era da un po’ che volevo comprarmeli. Quella domenica la gente girava già in pantaloncino e maglietta e il negozio era aperto, con quel suo marchio Leggi tutto “Infradito”

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