AERO CRUCIS

Si trovava nell’aeroporto di Roma, dal momento che  la zona del pianeta in cui doveva andare  non era esattamente emancipata, aveva deciso di affidarsi a una agenzia di viaggi. Mentre attendeva l’imbarco per Amsterdam, squillò il telefono:

Share This:

Fitzroy

Fitzroy El Chalten

     I cespugli le schiaffeggiavano il viso, mentre avanzava con forza riparandosi la testa con le braccia; ogni tanto i capelli le s’impigliavano in qualche ramo ed era costretta a fermarsi per districarne l’intreccio. Aveva le gambe graffiate e rimpianse, ancora una volta, di non aver messo i pantaloni lunghi quella mattina, ma la giornata era serena e faceva caldo. Si fermò a una biforcazione con al centro un vecchio albero inclinato: segno che  il vento lo teneva costantemente sotto continue raffiche. Era indecisa se prendere a destra o a sinistra; notò che il sentiero a destra degradava lentamente e l’imboccò senza neanche starci molto a pensare.

Share This:

Biscaglina

Raggiunta la vetta unì i rami con delle funi e, formata la piattaforma, si arrampicò sull’albero più alto, portandosi su un capo di un’altra fune la cui estremità era  legata una rudimentale biscaglina.

Share This:

Piattaforma

Siccome il vasto palmeto, che circondava l’atollo, copriva la visuale al mare, aveva deciso di costruire una piattaforma in cima a un albero sulla sommità della collina. Legò dei rami, che aveva preparato nei giorni precedenti, se le mise in spalla e iniziò a salire.

Share This:

Abissi

Non capiva come era possibile che all’esterno dell’atollo ‒ cinto dalla barriera corallina ‒ i colori erano graduali: dal verde acqua marina, verde smeraldo e poi alle varie tonalità di blu; il che presupponeva una profondità progressiva. Viceversa, nella laguna interna quel blu dava l’impressione di una profondità quasi abissale.

Share This:

Laguna

Nel pomeriggio si sedette su un masso verso riva  e, come spesso faceva, si mise a osservare il mare della laguna interna da dove, ogni tanto emergeva qualche pinna. La cosa che lo inquietava di quella laguna era prima di tutto il colore: blu scuro.

Share This:

Pandano

Alimentò il fuoco con dell’altra legna, prese due frutti dell’albero del pane e li collocò contro la parete del focolaio di pietre, per farli cuocere; effettivamente quei frutti cotti  sulla brace avevano il gusto del pane.  Sopra ci mise su una lastra di pietra, ricavata da uno spuntone di roccia e lisciata pazientemente,  prese l’aragosta e i granchi li avvolse in foglie di pandano e li pose sulla lastra di pietra, in altre foglie di pandano ci avvolse anche le uova e aprì un altro cocco.

Share This:

Pugnale

Aggiunse dei legnetti e dell’altra fibra di noce di cocco e un bel fuoco prese vita. Poi inserì la punta del pugnale nel più tenero dei tre occhi di un cocco, lo allargò di qualche millimetro e ne bevve il latte con soddisfazione.

Share This:

Fuoco

Appoggiò la cesta su un masso, si avvicinò a un cerchio di pietre dove ci mise della fibra di cocco, prese il pugnale e dal lato della costola lo batté un paio di volte su una pietra nera e lucida, da cui si sprigionarono delle scintille che subito fecero prendere fuoco la fibra.

Share This:

Palmeto

Giunto presso una serie di bassi cespugli, dove una colonia di sterne nidificava tutto l’anno, si impossessò di alcune uova e continuò la passeggiata. Al ritorno recuperò la cesta e attraversò il fitto palmeto.

Share This: