…e la mia mente s’incammina con passo leggero verso orizzonti sconosciuti.
Sento che oltre il mio sguardo c’è qualcosa, è come se vedessi un’altra dimensione, un altro mondo, un altro universo…devo andare dall’oculista?
E il tempo sfilaccia le ore come una vecchia su un antico telaio.
Mi metto in un angolo e ti amo; mi metto nell’angolo opposto e ti odio. Qualcuno mi consiglia di smussare gli angoli. Dove mi accovaccerò poi?
Cerco pezzi di memoria che ho smarrito lungo una strada che non ricordo.
Trascino il mio corpo sotto il peso della gravità.
Sembra che il tempo non ne voglia sapere di passare.
E’ come se si fosse cocciutamente impuntato su un singolo segmento. Leggi il resto di questo articolo »
Soffia un vento millenario che mi strappa le immagini dalla mente.
Il vento soffia; le mie vele sono inquiete.
Io, che sfuggo all’est.
Io, che rincorro l’ovest.
Io, che il sud ce l’ho nel sangue.
Io, che il nord, per quanto dicano che sia magnetico, non mi attira.
Incertezze iniziali. Profili evanescenti. Guardo lontano: c’è nebbia.
A volte i dispiaceri invadono la nostra vita come le foglie morte lungo un sentiero in autunno.
Lettere che si staccano dal fondo bianco danzando verso i miei occhi. Giro la testa, tendo l’orecchio. Ecco, ne sento il suono.
Ci sono onde maestose che sopraggiungono sovrastandoti; per un attimo ti rapiscono innalzandoti verso il cielo, e rimani affascinato da tanta potenza. Poi improvvisamente passano sotto la tua chiglia facendoti vibrare fin dentro le ossa, e si allontanano lasciandoti un vuoto immenso.
Mi sveglio e non ci sei più.

