Le dita

Non posso non scriverti, non ci riesco, è più forte di me. Provo a tenere a freno la mente, poi i pensieri e infine le mani; ma nonostante le trattenga volano sulla tastiera senza fermarsi. E’ come se qualcosa s’insinuasse dentro di me e decidesse di farmi fare quello che vuole. Le mani partono distaccandosi completamente dai polsi facendo danzare le dita in un ballo frenetico: inarrestabile. Le vedo saltellare da un tasto all’altro senza capire neanche cosa compongono, tanto è la velocità con cui si spostano. Penso che sia una malattia incurabile: come può il pensiero non riuscire a fermare le dita? In fondo non mi dispiace: loro sanno cosa fare, come muoversi; sono decise, conoscono la strada, io no.

Vorrei tanto riconoscerti in mezzo a tutti quei visi che mi riempiono la mente. Spostare quelle facce anonime che mi si parano davanti ogni volta che guardo verso le profondità del futuro. Vorrei tanto indicarti; puntare l’indice e gridare. Ecco! E’ lei! E in quel momento avvicinarmi, prenderti la mano e insegnare alle tue dita a danzare con le mie.

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