Beerta

«Perché ti guardi intorno, cosa ti preoccupa?»

«Niente, niente… »

«E allora perché tremi?»

«Non tremo; tra poco comincia a fare buio e… »

«E allora? Di chi hai paura, del lupo cattivo?»

«Dice che mi vuole lasciare, anche se è una decisione sofferta… »

«Chi, lui?»

«Sì, dice che la gente comincia a fargli delle domande strane e che… be’ sai come vanno queste cose?»

«E allora? Scusa, non avevi detto l’altro giorno che non ce la facevi più a sostenerlo? Che era pesante e invadente e che non aveva un minimo di delicatezza nei tuoi confronti?»

«Be’ sì, ma sai com’è? Poi uno ci si abitua… in fondo non mi dispiaceva… anche se era peggio di un… caprone».

«Ma lascialo perdere, goditi le montagne; hai da mangiare, da bere; guarda quanto verde, i ruscelli… cosa ti manca?»

«Dice che comunque starà lontano da me, ma che mi penserà sempre. Che mi ama ancora e che mi ha sempre trattato meglio delle altre. Ma non invaderà più la mia privacy, e che mi augura di trovare un compagno al più presto, formare una famiglia e… »

«Bene, e allora?»

«Stamattina s’è avvicinato e mi ha detto che stasera voleva farlo per l’ultima volta… »

«Oh agnello di Dio! Ma come si fa a essere così egoista? Non c’è niente da fare questi uomini sono solo dei bugiardi, traditori, assassini… che farai allora?»

«Che devo fare? Se non lo faccio mi aizza i cani contro, e poi chissà la fine che farò… »

«Hai ragione. Be’ se è solo l’ultima volta, stringi i denti e non fiatare».

«Quello è il problema più grosso».

«Stringere i denti?»

«No; non fiatare».

«Perché?»

«Perché ogni volta che facciamo l’amore appoggia le mani sulla mia schiena, mi stringe il pelo e spinge talmente forte che io non riesco a non belare».

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