A volte i sogni s’infrangono su scogli veri.

E’ stato come un gemito infinito, uno stridente lamento che è emerso dalle profondità del mare e ha attraversato la barca dalla chiglia fino e in testa d’albero. Tutto tremava; anche noi. Come se la mano di un gigante l’avesse afferrata e scossa ripetutamente, facendola, poi, picchiare più volte sugli scogli sommersi a pochi metri dalla superficie; percuotendo anche le nostre anime. Era come assistere impotenti al martirio e alla violenza di un essere pensante, e lo stridore era la sua richiesta di aiuto.

Non c’è voluto molto per realizzare ciò che nella mia vita stava per succedere per la seconda volta. Quel suono di dolore ci ha attraversato la spina dorsale avanzando fino al complesso intreccio dei nostri cervelli istupiditi. Quei pochi attimi ci hanno fatto capire che non basta essere dei bravi ed esperti navigatori. No, non basta.

La Meda c’era, l’abbiamo vista, abbiamo virato standole a largo: distanti. Ma non è bastato.

Il nostro sogno si è incagliato su una secca al largo di Santa Eularia sulla costa sud di Ibiza.

Share This:

naufragio

Sembra tranquilla fuori dall’acqua: risollevata. Ma i segni di violenza sotto la chiglia sono evidenti: solchi profondi simili a incisioni inferte dal tridente di Nettuno con, qua e là, qualche ammaccatura; come se il dio del mare oltre al tridente avesse usato anche il martello di Thor. Passerà qualche giorno prima di capire se il sogno continua. Per il momento la prognosi è riservata.

Share This:

cantiere navale

Effluvi pungenti di resine che inondano le narici, il clangore di ferro battuto, i brusii, i mormorii: suoni antichi e recenti. Intorno decine di sagome appoggiate su invasature fatte da tronchi d’albero. Le malandate, le inferme: maestose e inerti. Sotto di esse, operose figure, mimetizzate in tute da lavoro. E il cigolio rugginoso di una gru che si sposta sul piazzale recintato dal mare. Un cantiere navale.

Share This:

equitalia

Perché non mi lasci in pace? Perché continui a tormentarmi? Perché ti insinui in qualsiasi cosa che faccio? Perché non te ne torni da dove sei venuta? Ecco, fai una cosa, vattene. Esci dai miei sogni, cartella n°123581321-34 di Equitalia.

Share This:

invasatura

Odio dormire nelle barche sull’invasatura, mi viene mal di terra.

Share This:

fumo

Sto fumando più del normale; e normalmente non fumo.

Share This:

coboldo

Ormai già lo vedo da qualche mattina: accovacciato a prua con il collo ingobbito tra le scapole. Il volto globulare con due occhi irritanti che sovrastano un ghigno dal taglio antipatico. E’ il Coboldo dei contrattempi, fratello degli intoppi, figlio della difficoltà. Discendente di una famiglia di ostacoli…

Share This:

etichetta

Ti ho lasciata nel costume da bagno affinché tu possa bagnarti nel mio mare, etichetta.

Share This:

baffi

L’oceano corre sotto la chiglia, mentre la prua s’infila nelle onde creando due enormi baffi.

Share This:

sole

Mi sveglio e la tua figura abbacinante si profila davanti ai miei occhi intorpiditi.

Buongiorno sole!

Share This: