Aragosta

Salì sulla scialuppa e iniziò a tirare: aveva teso una cima con un paranco e la usava per tonneggiare dall’isolotto all’atollo. Arrivò in spiaggia e iniziò, come tutte le mattine, la ricerca di granchi e molluschi. Raccolto quanto gli bastava si diresse lungo la barriera corallina dove si fermò vicino a una pozza larga circa tre metri, dalla quale, tuffandosi, venne su con una grande aragosta.

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Le lune

Contò sette linee incise nella roccia, sfiorandole una per una. Da quando era arrivato sull’isola, erano passate otto lune piene. Si accinse a incidere l’ottava e poi restò lì a osservarla.

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Sonno

Lasciandolo per ore con gli occhi sbarrati, finché non si addormentava rannicchiato con le braccia unite tra le ginocchia piegate, gemendo anche nel sonno.

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Paura

La paura si faceva strada nella sua mente provata da sofferenze che non avrebbe mai pensato di patire; una mente stanca, affaticata,  prostrata… E come in un rigurgito trattenuto, ma non fermato, quella mente indebolita e depressa vomitava tutto il male e il dolore che aveva subito.

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Isolamento

L’impegno profuso lo distolse dall’isolamento e dallo stress, mantenendolo attivo e pronto durante il giorno, ma la notte lo riassalivano le angosce. La solitudine lo invadeva con tutta la sua crudeltà, e il senso di abbandono lo avvolgeva come una nera caligine.

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Rifugio

Costruì un rifugio solido e ben riparato a ridosso della collina ‒ con tronchi, foglie di palma e fibra di noce di cocco ‒, più un’amaca e alcuni utensili, tra cui un’accetta, con dell’ossidiana trovata ai piedi della collina, utile per rompere i cocchi.

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Collina

L’isolotto usciva come un faraglione dal blu profondo formando una nera collina esattamente al centro della laguna, contornata da sabbia scura e completamente coperta da una fitta vegetazione, tra cui pandani, palme da cocco e alberi del pane.

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Permanenza

Nei giorni che seguirono si dedicò a rendere la permanenza sull’isola meno scomoda. Usò della fibra di noce di cocco intrecciata per fare delle funi, con le quali, grazie anche a una serie di tronchi, riuscì a spostare la scialuppa e portarla nelle acque interne dell’atollo.

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Tetto

Iniziò a raccogliere le  foglie di palma cadute e a farsi prima di tutto un riparo provvisorio resistente alla pioggia e al vento; sapeva che presto ne avrebbe avuto bisogno.

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Pinne

Raggiungerlo a nuoto non se la sentiva, perché c’erano circa trecento metri da coprire, inoltre quel blu profondo non gli dava fiducia. Infatti vide un paio di pinne che ci gironzolavano dentro.

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