PUZZLE

 

​Sarà il mio stato mentale approssimativo, ma a questo puzzle mancano dei pezzi. Purtroppo la garanzia è scaduta e il codice a barre è diventato illeggibile, consumato da un tempo strano, che logora le cose e confonde i ritmi. Ritmi quotidiani, costanti e prevedibili, in cui i giorni cedono il passo alle notti. Chissà se sono le notti che spingono i giorni oltre l’orizzonte, o se sono i giorni che trascinano le notti con velocità esasperante?

​Resta il fatto che al mio puzzle mancano ancora dei pezzi. Forse non ci sono mai stati, o forse li ho smarriti io. Può anche essere che me li abbiano rubati; sì, ne sono quasi certo. Secondo me, c’è qualcuno in giro che ruba tasselli di vita alla gente per ricostruire altre esistenze, incastri che non gli appartengono.

​È inutile barricarsi in casa, sprangare gli infissi o installare allarmi dalle sirene accecanti. Inutile sguinzagliare cani a sei zampe che vomitano fiamme nere di liquido denso e maleodorante; o cercare protezione sotto l’ombra di una testa d’aquila imbiancata che ingoia più di quanto possa contenere il suo gozzo; oppure affidarsi a orsi dal pelo irsuto che scavano artigli nelle steppe ghiacciate, pronti a stringerti in un abbraccio soffocante per un sorso di calore. È vano anche invocare il silenzio del drago dalle scaglie di silicio che sonnecchia pronto al risveglio, mentre il leone del deserto si nutre del sangue che stilla dalla sabbia, convinto di essere il prescelto.

​C’è un organismo insaziabile nel mondo che assimila, rubandoli, pezzi di puzzle ai popoli, privandoli del loro codice a barre. Non si vede, si nasconde nelle pieghe del potere, mentre ricostruisce la propria ricchezza con i tasselli strappati alle nostre vite.

​Sarà il mio stato mentale approssimativo. Sarà… o sarà che mi hanno rubato anche la mia autodeterminazione?

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