
Rispolvero le vele, armo la barca, metto a punto il mio equilibrio e comincio ad assaggiare il mare. I primi colpi dei marosi fanno impennare violentemente lo scafo. Il fisico comincia a invecchiare; bisogna saper anticipare gli imprevisti e tenersi forte. “Una mano per te e l’altra per la barca”, mi ripeto come un mantra.
In quei momenti la barca diventa un’estensione del corpo: i piedi, ad esempio, sembrano quasi radicarsi nelle sue venature, fondendosi con il ponte e creando una sintonia unica e irripetibile.
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