PUTTANA

 

​«Impastiamo teorie ultraterrene per sfamare le nostre anime», disse lei, sedendosi sul tavolinetto del salotto.

Lui la guardò, incuriosito. Non capiva perché gli avesse detto quella cosa senza né capo né coda. «Che intendi?» chiese, distendendo le braccia verso l’alto per alleviare il fastidio alla spina dorsale, amplificato dalla forma affossata della poltrona.

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TU SEI IL BENE E LUI È IL MALE

  Afro aprì gli occhi tra pareti bianche e un odore di disinfettante che gli rivoltava lo stomaco. Una flebo gli pendeva dal braccio, immobile, come un’arteria aliena.

«Come ti senti?» La voce di Pato gli arrivò dalla penombra della stanza.

«Come se un autoarticolato mi avesse usato come corsia di sorpasso.» Afro abbozzò un sorriso amaro, ma gli occhi rimasero spenti.

«Questi attacchi non sono più incidenti, sono diventati una scadenza fissa. Quando la smetterai di mescolare veleni?»

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VANITA’

  Fin da bambino aveva quella fissa: saltava sul letto dei genitori brandendo armi immaginarie o manufatti creati sul momento. Recitava la parte dell’eroe, osservandosi riflesso negli specchi dell’armadio. Prima era un pirata, poi un imperatore romano e ancora una spia internazionale… Ci passava le ore su quel letto, soprattutto quando la madre era indaffarata in cucina o usciva per fare la spesa.

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T9

Hei, che fine hai fatto? Sono giorni che non ti leggo. 🙂

15:56 ✔️

Scusa ho avuto un incidente… 🤕     

15:58 ✔️

Cosa ti è successo? 😲           

15:59 ✔️

Sono uscito in barca con una nuova e ho preso uno scolo… lasciamo perdere…       

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UNA MANO PER TE E L’ ALTRA PER LA BARCA

Rispolvero le vele, armo la barca, metto a punto il mio equilibrio e comincio ad assaggiare il mare. I primi colpi dei marosi fanno impennare violentemente lo scafo. Il fisico comincia a invecchiare; bisogna saper anticipare gli imprevisti e tenersi forte. “Una mano per te e l’altra per la barca”, mi ripeto come un mantra.

In quei momenti la barca diventa un’estensione del corpo: i piedi, ad esempio, sembrano quasi radicarsi nelle sue venature, fondendosi con il ponte e creando una sintonia unica e irripetibile.

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LA CREPA

  Ecco, ti sento arrivare. Entri senza curarti di quello che c’è intorno, il mento rivolto verso l’alto e gli occhi che guardano lontano. I tacchi percuotono il pavimento, scandendo la lunghezza del corridoio. Il tintinnio delle chiavi dà il tempo ai passi.

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L.U.C.A.

Luca era un maestro nel tessere la vita. Possedeva un’intricata biblioteca di conoscenze, simile a un manuale di istruzioni di migliaia di pagine o a un tomo antico e pesante. Ma Luca cercava qualcosa di cui non aveva ancora coscienza: un bisogno non nuovo, ma ancestrale, che premeva dentro di lui con forza crescente.

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L’ESPERIMENTO

​Si svegliò da un sonno agitato. La sveglia segnava le 06:58; dalla finestra entrava l’aria frizzante di un mattino di metà settembre. Non ricordava il sogno, ma era certo che non fosse stato sereno. “Forse un incubo”, pensò.

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LE MIE MANI TI CERCANO

Le mie mani ti cercano durante le notti umide;

ti cercano mentre il rollio del mondo si fa sempre più intenso;

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LA TEMPESTA PERFETTO

​ La barca scivola sulle onde oceaniche, rollando dolcemente, e sembra quasi che voli. Mi fa compagnia un grande uccello bianco, solitario, assiduo abitatore dei mari; lui sì che solca le alte correnti ascensionali. La navigazione procede tranquilla; sono immerso nella lettura di un classico romanzo dell’Ottocento:

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