
Quest’odore. Acido, persistente, che sa di ammoniaca, di spazi ristretti e di corpi ammassati uno sull’altro. Un sentore elettrico frigge nell’aria, pesante e pungente.
Leggi tutto “ODORE”Sono resistente all’acqua fino alla gola

Quest’odore. Acido, persistente, che sa di ammoniaca, di spazi ristretti e di corpi ammassati uno sull’altro. Un sentore elettrico frigge nell’aria, pesante e pungente.
Leggi tutto “ODORE”
In quei giorni giravamo per le piazze di piccole città di provincia, ma quella domenica decidemmo di restare fermi. Ci sedemmo intorno al tavolo per stappare idee nuove, insieme a qualche birra. Pioveva, forse troppo; il posto era umido e la campagna stava diventando un acquitrino. Non biasimavo la gente: anch’io fossi stato in loro sarei rimasto chiuso in casa.
Leggi tutto “ITINERANTI”
Era da un po’ che volevo comprarli. Quella domenica la gente girava già in pantaloncini e maglietta, e il negozio, con il suo marchio a forma di globo di un verde malinconico, era aperto.
Leggi tutto “INFRADITO”
Il faro spuntava da un punto sabbioso del litorale, leggermente ondulato da una rena fine e bianca che sfumava nel grigio. La solitudine del posto e il silenzio che vi regnava, contrastavano con la sonorità dei colori del paesaggio. Quella melodia cromatica era comparabile a una musica lontana e silente, oltre la quale c’era l’oceano azzurro e sconfinato che si confondeva all’orizzonte con il bianco celeste del cielo. Una piccola barca, con le vele latine consunte dal tempo, si faceva strada a fatica lungo la costa, beccheggiando vistosamente.
Leggi tutto “LONG LEG”
«Impastiamo teorie ultraterrene per sfamare le nostre anime», disse lei, sedendosi sul tavolinetto del salotto.
Lui la guardò, incuriosito. Non capiva perché gli avesse detto quella cosa senza né capo né coda. «Che intendi?» chiese, distendendo le braccia verso l’alto per alleviare il fastidio alla spina dorsale, amplificato dalla forma affossata della poltrona.
Leggi tutto “PUTTANA”
Afro aprì gli occhi tra pareti bianche e un odore di disinfettante che gli rivoltava lo stomaco. Una flebo gli pendeva dal braccio, immobile, come un’arteria aliena.
«Come ti senti?» La voce di Pato gli arrivò dalla penombra della stanza.
«Come se un autoarticolato mi avesse usato come corsia di sorpasso.» Afro abbozzò un sorriso amaro, ma gli occhi rimasero spenti.
«Questi attacchi non sono più incidenti, sono diventati una scadenza fissa. Quando la smetterai di mescolare veleni?»
Leggi tutto “TU SEI IL BENE E LUI È IL MALE”
Fin da bambino aveva quella fissa: saltava sul letto dei genitori brandendo armi immaginarie o manufatti creati sul momento. Recitava la parte dell’eroe, osservandosi riflesso negli specchi dell’armadio. Prima era un pirata, poi un imperatore romano e ancora una spia internazionale… Ci passava le ore su quel letto, soprattutto quando la madre era indaffarata in cucina o usciva per fare la spesa.
Leggi tutto “VANITA’”
Hei, che fine hai fatto? Sono giorni che non ti leggo. 🙂
15:56 ✔️
Scusa ho avuto un incidente… 🤕
15:58 ✔️
Cosa ti è successo? 😲
15:59 ✔️
Sono uscito in barca con una nuova e ho preso uno scolo… lasciamo perdere…
Leggi tutto “T9”
Rispolvero le vele, armo la barca, metto a punto il mio equilibrio e comincio ad assaggiare il mare. I primi colpi dei marosi fanno impennare violentemente lo scafo. Il fisico comincia a invecchiare; bisogna saper anticipare gli imprevisti e tenersi forte. “Una mano per te e l’altra per la barca”, mi ripeto come un mantra.
In quei momenti la barca diventa un’estensione del corpo: i piedi, ad esempio, sembrano quasi radicarsi nelle sue venature, fondendosi con il ponte e creando una sintonia unica e irripetibile.
Leggi tutto “UNA MANO PER TE E L’ ALTRA PER LA BARCA”
Ecco, ti sento arrivare. Entri senza curarti di quello che c’è intorno, il mento rivolto verso l’alto e gli occhi che guardano lontano. I tacchi percuotono il pavimento, scandendo la lunghezza del corridoio. Il tintinnio delle chiavi dà il tempo ai passi.
Leggi tutto “LA CREPA”